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Giotto Studio è il tuo partner di fiducia a Treviso. 🛡️ Consulenza Fiscale, Societaria & Modelli 231. ⚖️ Risoluzione conflitti con la Pratica Collaborativa. 📈 Trasformiamo i numeri in strategia. L’attività dello Studio riguarda consulenza e assistenza contabile, societaria, fiscale e contrattuale, consulenza e assistenza in materia di agevolazioni d'impresa e contributi comunitari, nazionali, regionali e provinciali, consulenza e assistenza tributaria, perizie di stima e valutazione di aziende, dichiarazioni e adempimenti fiscali, realizzazione di analisi e di budget aziendali annuali e infrannuali, attività di sindaco, revisore e membro di organismi di vigilanza.

Due soci. Un'azienda bloccata. Una lite destinata a trasformarsi nell'ennesima causa in tribunale da dieci anni.È finita...
07/10/2026

Due soci. Un'azienda bloccata. Una lite destinata a trasformarsi nell'ennesima causa in tribunale da dieci anni.

È finita invece a un tavolo, chiusa in pochi mesi, usando un metodo preciso e ancora troppo poco diffuso: la Pratica Collaborativa.

Funziona con una regola contrattuale ferrea: le parti e i rispettivi avvocati firmano un patto in cui si impegnano a trovare un accordo stragiudiziale con totale trasparenza sui dati. Se la trattativa salta e si va davanti a un giudice, gli avvocati devono rinunciare all'incarico.

Questo vincolo cambia completamente le dinamiche. Al tavolo non c'è spazio per i tatticismi o per far melina: l'obiettivo di tutti è chiudere.

In questo schema, intervengono professionisti neutrali. Io partecipo come esperto finanziario. Il mio compito non è fare gli interessi di una delle due parti, ma blindare i numeri. Metto entrambi i soci di fronte agli stessi bilanci, letti con lo stesso metro. Quando i dati diventano oggettivi e inequivocabili, le pretese irrealistiche crollano e si inizia a negoziare sulle basi vere dell'azienda.

Nel caso di questi due soci, sono bastate poche sedute. Il risultato: nessun tribunale, continuità aziendale garantita e cassa preservata.

Una lite societaria non deve per forza diventare una guerra di logoramento. Si risolve disinnescando l'emotività e mettendo i numeri veri al centro del tavolo.

A ottobre, a Sernaglia, il paesaggio cambia. Arrivano le mattine fredde e la nebbia si alza dal Piave. Ma per chi fa imp...
05/10/2026

A ottobre, a Sernaglia, il paesaggio cambia. Arrivano le mattine fredde e la nebbia si alza dal Piave. Ma per chi fa impresa, il vero cambio di stagione avviene sui numeri.

Ottobre è il mese in cui finisce l'inerzia dell'estate e i nodi vengono al pettine.

È il momento in cui il lavoro si fa crudo. Si smette di aggrapparsi ai classici "vedrai che a settembre riparte tutto" e si inizia a misurare la realtà. Si tirano le righe dei primi tre trimestri, si guarda in faccia l'impatto fiscale di fine anno e si mettono a terra i budget per il 2027.

Molti imprenditori vivono questo periodo con ansia, perché è il mese che costringe a misurare la distanza esatta tra quello che si pensava di aver seminato e i numeri reali che si ritrovano in cassa.

Ma il controllo di gestione serve esattamente a questo. Non serve a rassicurare, serve a togliere la nebbia. E a farti vedere chiaramente dove stai andando prima che sia troppo tardi per correggere la rotta.

02/10/2026

Ottobre porta con sé una serie di frasi che in studio sentiamo tornare, puntuali come le rondini.

"Giusto per sapere, quando scade..." (lo sapevi da marzo)
"Ho tutto in un file, te lo mando" (il file ha 40 fogli e si chiama "nuovo (2) definitivo")
"Tanto io sono in regola" (verifichiamo insieme, per sicurezza)

Settembre finisce, la macchina si rimette in moto, e con lei tornano anche i piccoli rituali di ogni autunno. Noi siamo pronti. E voi, in che fase siete?

Chi apre una partita IVA si concentra quasi sempre su un solo nemico: le tasse.Poi, al primo F24, si scontra con l'altra...
30/09/2026

Chi apre una partita IVA si concentra quasi sempre su un solo nemico: le tasse.
Poi, al primo F24, si scontra con l'altra grande voce in uscita: i contributi INPS.

Il problema non è l'importo in sé. È che molti neo-professionisti e artigiani accantonano mentalmente solo la quota per il Fisco. E ignorano che i contributi corrono su un binario parallelo, a volte con importi minimi fissi da versare anche se si fattura zero.

La conseguenza matematica è arrivare alla scadenza senza liquidità.

Esistono agevolazioni e riduzioni che alleggeriscono il carico previdenziale, soprattutto in fase di avvio. Ma vanno analizzate e richieste con cognizione di causa all'inizio, non scoperte per caso quando il debito si è già formato.

Fare impresa, fin dal giorno zero, significa ragionare esclusivamente sul netto vero. E il netto vero è solo ciò che resta in cassa dopo aver sottratto sia le imposte che l'INPS.

Tutto il resto è un'illusione contabile che si infrange alla prima vera scadenza.

«Voglio pagare meno tasse.»È la frase con cui inizia una conversazione su due nel mio studio. L'imprenditore si siede co...
28/09/2026

«Voglio pagare meno tasse.»

È la frase con cui inizia una conversazione su due nel mio studio. L'imprenditore si siede convinto che il suo vero problema sia il carico fiscale e cerca la mossa, la scorciatoia per abbattere l'F24.

Ma quando mettiamo i numeri sul tavolo, quasi sempre la realtà è un'altra. Le tasse sono l'ultimo dei suoi problemi.

Il vero nodo è a monte: fa tutto da solo, non ha idea di quali commesse gli generino margine e quali lo mandino in perdita, la cassa è perennemente in affanno. L'F24 da pagare è solo il sintomo più visibile — e doloroso — di un'azienda che non ha il controllo di se stessa. Ma non è la malattia.

Quando andiamo a sistemare l'organizzazione e la redditività, il carico fiscale diventa improvvisamente gestibile. Perché finalmente poggia sui numeri di un'attività sana e consapevole.

Il lavoro serio non inizia trovando il trucco per far risparmiare l'imprenditore. Inizia quando gli fai vedere il problema che sta ignorando.

Un'azienda disorganizzata non si cura cercando scorciatoie fiscali. Si cura sistemando i margini.

25/09/2026

Ho una piccola grande novità da mostrarvi: il sito di GiottoStudio si è rinnovato, ed è online.

Non l'ho "rifatto": l'ho rinfrescato, perché fotografasse il cambiamento di questi anni — fuori e dentro lo studio. In questo tempo sono cambiate tante cose, nel mio modo di lavorare e nella direzione che ho preso, ed era giusto che anche il sito lo raccontasse.

Il nuovo sito, semplicemente, mi rappresenta. Racconta chi sono, cosa voglio fare e cosa voglio essere per voi: chiarezza, niente paroloni, le cose spiegate come le direi davanti a un caffè. Dentro ci sono le cose in cui credo.

E permettetemi un grazie. Lavorare a un sito non è cosa da poco — è stato impegnativo, di testa e di cuore. Chi mi è stato accanto lo ha fatto con la mia stessa passione, aiutandomi a dare forma esatta a quello che avevo in mente. Da sola non ci sarei arrivata.

È anche il primo passo concreto di quella direzione nuova di cui vi avevo parlato al rientro: nei prossimi mesi crescerà.

Fateci un giro, se vi va — link nel primo commento. E se notate qualcosa da migliorare, ditemelo: un sito, come uno studio, si perfeziona ascoltando chi lo usa. Grazie a chi ci farà un salto.

Spesso mi chiedono quale sia la parte più bella del mio lavoro. Si aspettano quasi sempre una risposta tecnica: un grand...
23/09/2026

Spesso mi chiedono quale sia la parte più bella del mio lavoro. Si aspettano quasi sempre una risposta tecnica: un grande risparmio fiscale, un'operazione straordinaria ben riuscita, un contenzioso vinto.

Non è niente di tutto questo.

La vera soddisfazione è vedere un imprenditore entrare in studio logorato da un problema che non riesce a inquadrare, e vederlo uscire con un piano.

Non parlo di miracoli. Spesso non porto buone notizie. A volte il problema c'è, i numeri parlano chiaro e la strada per uscirne è in salita. Ma anche in quei casi, trasformare un'ansia confusa in un problema con un nome, un perimetro e una strategia, cambia tutto.

Quello che consuma chi fa impresa, quasi mai è la difficoltà in sé. È la nebbia. È il doverla affrontare alla cieca, senza sapere da che parte iniziare.

Quando ci sediamo e mettiamo i numeri in fila, la nebbia si alza. La situazione magari resta complessa, ma smette di fare paura perché diventa governabile. L'imprenditore capisce esattamente cosa deve fare.

Dietro i bilanci e le normative ci sono le persone. E dopo venticinque anni, dare loro gli strumenti per tornare a dormire la notte è ancora il motivo per cui la mattina apro volentieri la porta dello studio.

«Sto pensando di far entrare un socio.»È una frase che sento spesso. L'idea in sé può essere un'ottima opportunità di cr...
21/09/2026

«Sto pensando di far entrare un socio.»

È una frase che sento spesso. L'idea in sé può essere un'ottima opportunità di crescita, ma c'è un errore di fondo che vedo fare in continuazione: si guarda solo a cosa porta il nuovo socio (capitali, competenze, contatti), ignorando totalmente le regole di convivenza.

Si basa tutto sull'entusiasmo e sulla fiducia iniziale. Ci si stringe la mano davanti a un caffè e si pensa che basti.

Il problema è che, prima o poi, le visioni smetteranno di coincidere. È fisiologico. E se non hai deciso prima chi ha l'ultima parola in caso di stallo, l'azienda si paralizza.

I patti chiari si fanno quando si va d'accordo. È in quel momento che vanno messe per iscritto le deleghe, i poteri di firma e, soprattutto, le vie d'uscita. Come ci si separa se le cose vanno male? Come si valuta e si liquida la quota se uno dei due decide di andarsene?

Mettere nero su bianco queste regole con un socio sereno si chiama governance. Provare a farlo con un socio in lite è l'inizio di una causa infinita che, quasi sempre, distrugge l'impresa.

Far entrare qualcuno nella propria società non è un patto tra gentiluomini basato sulla simpatia. È una scelta che blinda — o mette a rischio — i successivi dieci anni della tua azienda.

Le domande scomode si affrontano a tavolino, in fase di consulenza, per confezionare patti e statuti su misura. Dal notaio si va solo per firmare un accordo già blindato, non per sperare che vada tutto bene.

18/09/2026

Piccola antologia delle scuse più creative per non mandarmi i documenti in tempo. Raccolte in vent'anni, con affetto.
Lo dico ridendo, perché le conosco tutte e un po' le capisco: nessuno ama occuparsi di scartoffie. Ma c'è un motivo se insisto. I documenti in ritardo non fanno perdere tempo a me. Fanno perdere opportunità a te: una scadenza gestita di corsa, un'agevolazione persa perché si è deciso tardi, una scelta fatta senza i numeri giusti sotto mano.

Il mio lavoro fatto bene comincia dal tuo: mandarmi le cose quando servono, non quando è ormai tardi. Non è pignoleria. È lavoro di squadra.

Qual è la scusa più fantasiosa che avete mai usato (o sentito)? Confessate pure qui sotto. 😄

«Sto pensando di far entrare un socio.»È una frase che sento spesso. L'idea in sé può essere un'ottima opportunità di cr...
16/09/2026

«Sto pensando di far entrare un socio.»

È una frase che sento spesso. L'idea in sé può essere un'ottima opportunità di crescita, ma c'è un errore di fondo che vedo fare in continuazione: si guarda solo a cosa porta il nuovo socio (capitali, competenze, contatti), ignorando totalmente le regole di convivenza.

Si basa tutto sull'entusiasmo e sulla fiducia iniziale. Ci si stringe la mano davanti a un caffè e si pensa che basti.

Il problema è che, prima o poi, le visioni smetteranno di coincidere. È fisiologico. E se non hai deciso prima chi ha l'ultima parola in caso di stallo, l'azienda si paralizza.

I patti chiari si fanno quando si va d'accordo. È in quel momento che vanno messe per iscritto le deleghe, i poteri di firma e, soprattutto, le vie d'uscita. Come ci si separa se le cose vanno male? Come si valuta e si liquida la quota se uno dei due decide di andarsene?

Mettere nero su bianco queste regole con un socio sereno si chiama governance. Provare a farlo con un socio in lite è l'inizio di una causa infinita che, quasi sempre, distrugge l'impresa.

Far entrare qualcuno nella propria società non è un patto tra gentiluomini basato sulla simpatia. È una scelta che blinda — o mette a rischio — i successivi dieci anni della tua azienda.

Le domande scomode si affrontano a tavolino, in fase di consulenza, per confezionare patti e statuti su misura. Dal notaio si va solo per firmare un accordo già blindato, non per sperare che vada tutto bene.

Indirizzo

Via Belvedere, 9/A/Falze' Di Piave
Sernaglia Della Battaglia
31020

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
14:00 - 18:30
Martedì 08:00 - 13:00
Mercoledì 08:30 - 12:30
14:00 - 18:30
Giovedì 08:30 - 12:30
14:00 - 18:30
Venerdì 08:00 - 13:00

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