Exigonia Srl

Exigonia Srl Controllo di gestione in outsourcing per PMI: margini, costi e cassa sotto controllo, ogni mese

Le condizioni di pagamento sono un accordo. I giorni reali di incasso sono un dato.Confonderli rende fragile qualsiasi p...
23/09/2026

Le condizioni di pagamento sono un accordo. I giorni reali di incasso sono un dato.

Confonderli rende fragile qualsiasi previsione di cassa.

Per questo non basta leggere lo scadenzario. Serve misurare il DSO reale, osservare i ritardi per cliente e distinguere un’eccezione da un comportamento ricorrente.

Tre azioni concrete:
1. classificare i clienti per puntualità, non solo per fatturato;
2. inserire gli incassi nel forecast sulla base dello storico reale;
3. attivare i solleciti prima che il ritardo diventi abitudine.

Non significa irrigidire il rapporto commerciale. Significa smettere di finanziare inconsapevolmente i clienti.

Qual è oggi lo scarto medio tra scadenza prevista e incasso reale nella vostra azienda?

𝑳𝒂 𝒃𝒂𝒏𝒄𝒂 𝒍𝒆𝒈𝒈𝒆 𝒊 𝒏𝒖𝒎𝒆𝒓𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒕𝒐.E non lo fa perché il gestore non conosce l’azienda.Lo fa perché ...
21/09/2026

𝑳𝒂 𝒃𝒂𝒏𝒄𝒂 𝒍𝒆𝒈𝒈𝒆 𝒊 𝒏𝒖𝒎𝒆𝒓𝒊 𝒑𝒓𝒊𝒎𝒂 𝒅𝒊 𝒂𝒔𝒄𝒐𝒍𝒕𝒂𝒓𝒆 𝒊𝒍 𝒓𝒂𝒄𝒄𝒐𝒏𝒕𝒐.
E non lo fa perché il gestore non conosce l’azienda.
Lo fa perché una decisione di credito deve poggiare su informazioni verificabili: capacità di rimborso, cassa prospettica, qualità dei ricavi, indebitamento e coerenza del piano.
Il rapporto personale resta importante. Ma non sostituisce i dati.
Per questo c’è una grande differenza tra andare in banca dicendo “mi serve un fido” e presentare una proposta che chiarisce:
• quanto serve;
• per quale motivo;
• per quanto tempo;
• come verrà utilizzato;
• da quali flussi sarà rimborsato;
• cosa accade in uno scenario meno favorevole.
La banca non si aspetta necessariamente un’azienda senza criticità.
Si aspetta che l’imprenditore e l’imprenditrice conoscano quelle criticità, sappiano spiegarle e abbiano definito cosa fare.
Nel nuovo white paper di Exigonia abbiamo raccolto un metodo operativo per preparare il dialogo con la banca:
• le informazioni che vengono normalmente valutate;
• i documenti da mantenere aggiornati;
• la struttura di una richiesta finanziaria;
• gli errori che indeboliscono il confronto;
• il ruolo di budget, forecast e scenari.
Non è una guida per “convincere” la banca.
È una guida per non arrivare impreparati a una conversazione che riguarda il futuro dell’azienda.
Domanda per Voi:
quando incontrate la banca, portate soltanto i dati storici oppure anche una previsione che riuscite a spiegare e difendere?
Per ricevere gratuitamente il white paper “Il dialogo con la banca”, scrivete 𝗕𝗔𝗡𝗖𝗔 nei commenti oppure contattateci in privato.

Sapere il costo dell'azienda non basta. È importante capire dove vengono spesi i soldi e perché. Scopri come creare cent...
16/09/2026

Sapere il costo dell'azienda non basta. È importante capire dove vengono spesi i soldi e perché. Scopri come creare centri di costo efficaci per prendere decisioni informate nel nostro ultimo articolo (link nel primo commento). I vostri centri di costo supportano una decisione reale o aggiungono solo dettaglio?

𝑮𝒍𝒊 𝒂𝒅𝒆𝒈𝒖𝒂𝒕𝒊 𝒂𝒔𝒔𝒆𝒕𝒕𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏 𝒇𝒂𝒔𝒄𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒅𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒑𝒂𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒆 𝒅𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂𝒓𝒆.Eppure, spesso vengono trattati proprio così.Si co...
14/09/2026

𝑮𝒍𝒊 𝒂𝒅𝒆𝒈𝒖𝒂𝒕𝒊 𝒂𝒔𝒔𝒆𝒕𝒕𝒊 𝒏𝒐𝒏 𝒔𝒐𝒏𝒐 𝒖𝒏 𝒇𝒂𝒔𝒄𝒊𝒄𝒐𝒍𝒐 𝒅𝒂 𝒑𝒓𝒆𝒑𝒂𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒆 𝒅𝒊𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊𝒄𝒂𝒓𝒆.
Eppure, spesso vengono trattati proprio così.
Si costruisce un organigramma, si scrive qualche procedura e si pensa di avere risolto il problema.
Ma un assetto è adeguato se permette all’imprenditore e all’imprenditrice di:
• sapere chi fa cosa;
• ricevere dati attendibili e tempestivi;
• prevedere la cassa;
• riconoscere gli scostamenti;
• documentare le decisioni;
• intervenire quando esiste ancora spazio di manovra.
Non deve essere uguale per tutte le imprese. Deve essere proporzionato alla natura, alla dimensione e alla complessità dell’azienda.
E soprattutto deve funzionare con continuità.
Un report prodotto una volta l’anno non è un sistema. Un forecast mai aggiornato non è pianificazione. Una procedura che nessuno utilizza non è organizzazione.
Nel nuovo white paper di Exigonia abbiamo riscritto il tema dell’articolo 2086 senza trasformarlo in una lezione di diritto.
Parliamo di ruoli, procedure, dati, budget, cassa, documentabilità e rapporto tra commercialista e controllo di gestione.
Perché la norma è importante, ma il vero risultato è costruire un’azienda che riesca a vedere prima e decidere meglio.
Domanda per Voi:
se domani doveste dimostrare come avete individuato e gestito un rischio aziendale, quali documenti riuscireste realmente a produrre?
Per ricevere gratuitamente il white paper “Adeguati assetti e articolo 2086, senza giuridichese”, scrivete 𝗔𝗦𝗦𝗘𝗧𝗧𝗜 nei commenti oppure contattateci in privato.

La realtà diverge sempre dal piano. Un business plan non è una promessa, ma un modo per prepararsi agli scostamenti. Pia...
11/09/2026

La realtà diverge sempre dal piano. Un business plan non è una promessa, ma un modo per prepararsi agli scostamenti. Pianificare non evita imprevisti, ma riconosce e reagisce velocemente. Il problema è non sapere cosa fare quando la previsione cambia. 📊 Il tuo business plan è un file da archiviare o uno strumento attivo?

Un business plan utile nasce prima della richiesta, non quando la banca o un investitore lo chiede. Serve a capire quant...
10/09/2026

Un business plan utile nasce prima della richiesta, non quando la banca o un investitore lo chiede. Serve a capire quanto puoi permetterti di sbagliare e a decidere cosa fare se i ricavi arrivano più tardi. Il business plan è uno strumento di governo, non burocrazia. 💡

𝑰𝒍 𝒃𝒊𝒍𝒂𝒏𝒄𝒊𝒐 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒅𝒊𝒓𝒕𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒄’𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒑𝒓𝒐𝒃𝒍𝒆𝒎𝒂.Ma quando arriva, ilproblema potrebbe essere già cresciuto.Per questo ...
07/09/2026

𝑰𝒍 𝒃𝒊𝒍𝒂𝒏𝒄𝒊𝒐 𝒑𝒖𝒐̀ 𝒅𝒊𝒓𝒕𝒊 𝒄𝒉𝒆 𝒄’𝒆̀ 𝒔𝒕𝒂𝒕𝒐 𝒖𝒏 𝒑𝒓𝒐𝒃𝒍𝒆𝒎𝒂.
Ma quando arriva, il
problema potrebbe essere già cresciuto.
Per questo un
imprenditore o un’imprenditrice non dovrebbe aspettare la chiusura
dell’esercizio per comprendere cosa sta accadendo a cassa, debiti, crediti,
margini e concentrazione dei clienti.
Nel nuovo white paper di
Exigonia abbiamo raccolto 7 indicatori da utilizzare come strumenti di lettura,
non come semafori automatici:
• DSCR;

• debiti tributari e previdenziali;

• liquidità e capitale circolante;

• indebitamento;

• ritardi verso i fornitori;

• PFN/EBITDA;

• concentrazione dei clienti.
Il punto non è calcolare
sette formule. 𝗤𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗹𝗼 𝗳𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗶 𝘀𝗼𝗳𝘁𝘄𝗮𝗿𝗲.
Il punto è capire perché
un indicatore cambia, quali conseguenze può produrre e cosa è ancora possibile
decidere.
Abbiamo quindi riscritto
la guida con un linguaggio operativo, mettendo in evidenza anche i limiti delle
soglie standard e le domande da porre quando un dato si muove.
Domanda per Voi:

quale segnale vi accorgete di leggere sempre troppo tardi?
Per ricevere
gratuitamente il white paper “I 7 indicatori da monitorare prima che il
problema diventi crisi”, scrivete 𝗜𝗡𝗗𝗜𝗖𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 nei commenti oppure contattateci in privato.

Il 76% delle PMI italiane non investe e non prevede di investire in intelligenza artificiale. Solo il 7% ha avviato prog...
04/09/2026

Il 76% delle PMI italiane non investe e non prevede di investire in intelligenza artificiale. Solo il 7% ha avviato programmi strutturati di formazione. E il 47% non ha svolto attività di ricerca e sviluppo negli ultimi tre anni. Sono i dati dell'Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, edizione 2025-2026. La lettura facile è quella del ritardo tecnologico. È una lettura parziale. Perché nello stesso periodo, oltre una PMI su due ha aumentato la spesa in digitalizzazione. I soldi, quindi, ci sono. Quello che manca spesso è a monte: la capacità di misurare il ritorno di un investimento prima di farlo, e di verificarlo dopo. Senza controllo di gestione, ogni investimento digitale è un atto di fede. Con i numeri giusti, diventa una decisione: quanto costa, in quanto rientra, cosa succede se i benefici arrivano più tardi del previsto. Nella vostra azienda, gli investimenti in tecnologia vengono misurati o si valutano

Restano quattro mesi. È adesso che si decide come chiude l'anno.Settembre ha un effetto strano.Sulla carta mancano solo ...
31/08/2026

Restano quattro mesi. È adesso che si decide come chiude l'anno.

Settembre ha un effetto strano.

Sulla carta mancano solo quattro mesi alla fine dell'anno. Nella realtà, per molte aziende, è il momento in cui si ricomincia davvero.
Si torna dalle ferie, si guarda cosa è stato fatto e cosa no. E soprattutto si capisce se gli obiettivi fissati a gennaio sono ancora raggiungibili.

Spesso si riparte dalle urgenze.
Le email accumulate.
Le richieste da gestire.
Le scadenze che aspettano.
Ma prima di tuffarsi nell'operatività vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi:
👉 Dove siamo oggi rispetto agli obiettivi?
👉 Come si presenterà la nostra liquidità nei prossimi mesi?
👉 Qual è la decisione più importante da prendere entro dicembre?
Perché quattro mesi possono sembrare pochi.
Eppure sono spesso quelli che fanno la differenza tra chiudere l'anno inseguendo i problemi o guidando le decisioni.
💬 Voi come ripartite dopo l'estate: con un piano già chiaro o direttamente dalla casella email?

Indirizzo

Via Piave 16/C
San Vincenzo
57025

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 18:00
Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
Giovedì 09:00 - 18:00
Venerdì 09:00 - 18:00

Telefono

+393713164232

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