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Studio Scoppetta - Dottori Commercialisti Dottori Commercialisti in Roma specializzati in pianificazione finanziaria.

Ci occupiamo di cartelle esattoriali, rottamazione, gestione aziende, passaggio generazionale.

Se l'Agenzia delle Entrate vi accerta reddito non dichiarato, le sanzioni arrivano fino al 240% di quello che avete evas...
05/10/2026

Se l'Agenzia delle Entrate vi accerta reddito non dichiarato, le sanzioni arrivano fino al 240% di quello che avete evaso. Tradotto: 1.000 euro evasi diventano 3.400 euro da pagare tra imposta, sanzioni e maggiorazioni.

Ma le sanzioni sono solo la parte visibile.
Chi lavora in nero, sia che riceviate compensi che li paghiate, è completamente privo di copertura. Niente contributi pensionistici accumulati, niente assicurazione infortuni, niente tutele se vi succede qualcosa. Se vi fermano, siete soli.

Perdete anche detrazioni e agevolazioni fiscali a cui avreste diritto. È una doppia penalità: pagate più tasse E vi tolgono i benefici.
Sul fronte penale:

L'art. 81/2008 prevede la sospensione dell'attività imprenditoriale in caso di lavoro non regolarizzato. Non è lontano, non è astratto: è una conseguenza immediata.

Inoltre:
👉 Non potete accedere a finanziamenti bancari (non potete documentare i vostri redditi)
👉 Siete esclusi da bandi pubblici
👉 Perdete credibilità con clienti seri
👉 L'INPS ha lanciato una piattaforma che individua automaticamente il lavoro non dichiarato

Una fattura regolare vi costa meno di una sanzione. Una dichiarazione onesta vi costa meno di un controllo. Se siete nel dubbio su come vi state muovendo, o se avete situazioni pregresse da regolarizzare, parliamone.

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Siamo quasi ad ottobre. Vi sembra presto per pensare al 2027? Non lo è.Se siete autonomi, professionisti o titolari di p...
27/09/2026

Siamo quasi ad ottobre. Vi sembra presto per pensare al 2027? Non lo è.

Se siete autonomi, professionisti o titolari di piccole aziende, questi tre mesi rimasti sono cruciali per fare una pianificazione fiscale consapevole. Decidere adesso cosa fare con gli utili, come strutturare gli investimenti, quali agevolazioni sfruttare—tutto questo ha un impatto reale sul vostro bilancio finale.

Non è procrastinazione fiscale dell'ultimo minuto. È strategia.

Se non sapete da dove cominciare o volete verificare se state facendo le scelte giuste, contattatemi. Facciamo il punto insieme.

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che promette esenzione dal bollo per le autovetture fino a 80 kW e i m...
21/09/2026

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che promette esenzione dal bollo per le autovetture fino a 80 kW e i motoveicoli. Sembra una bella notizia, ma come sempre con i provvedimenti fiscali, bisogna leggere bene.

Intanto, il vincolo più importante: l'esenzione vale per un solo veicolo per persona. Non è una misura che si applica su tutto il parco auto di un'azienda o di una famiglia. Questo già cambia la strategia di chi gestisce flotte o ha più veicoli.

Quello che ancora non è chiaro è come esattamente tutto questo funzionerà in pratica. Il decreto rinvia al testo definitivo la spiegazione su modalità applicative, come individuare il veicolo agevolato, e soprattutto come si coordinerà con le esenzioni che già esistono a livello regionale. Quindi per ora è prematuro dire "Il bollo è abolito"—è abolito in certi casi, sotto certe condizioni.

Una buona notizia però c'è: lo Stato ha già assicurato la copertura integrale delle perdite regionali tramite trasferimento diretto. Non sarà il Piemonte o la Toscana a pagare il costo di questa misura.

In parallelo, il governo ha anche agito sui carburanti: riduzione dell'accisa sul gasolio fino a 12 centesimi al litro a metà settembre, poi scende a 6 centesimi da fine mese. È temporaneo, chiaramente pensato per contenere il colpo del caro-energia.

Se gestite clienti con auto aziendali o piccole flotte, il consiglio è iniziare a pensare quale veicolo conviene "proteggere" con questa esenzione.

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Esiste un momento preciso in cui la prudenza smette di essere una scelta e diventa un obbligo legale. La Cassazione lo h...
17/09/2026

Esiste un momento preciso in cui la prudenza smette di essere una scelta e diventa un obbligo legale. La Cassazione lo ha appena ribadito con una sentenza che riguarda chiunque pensi di potersi muovere nell'ombra.

La sentenza n. 26731/2026 chiarisce un punto che molti ancora non afferrano: non dovete aspettare che l'Agenzia delle Entrate vi abbia "notificato" la riscossione coattiva per incappare nel reato di sottrazione fraudolenta. Non serve che il danno si sia già verificato. Non serve nemmeno che il vostro debito tributario sia formalmente costituito.

Quello che conta è una sola cosa: la vostra condotta deve essere idonea, nel momento in cui la compite, a rendere impossibile o difficile il recupero futuro di quello che dovete.

Pensateci bene. Se state già operando per sgravare il vostro patrimonio, spostare risorse, frammentare asset, oppure, come emerge dal caso esaminato, utilizzare servizi di mixing su criptovalute per rendere i flussi non rintracciabili, state compiendo atti che la legge considera fraudolenti. Non domani. Oggi.

La Cassazione lo spiega così: la norma protegge il diritto dell'Amministrazione a riscuotere i crediti tributari. Se la vostra condotta compromette quella garanzia patrimoniale, avete violato la legge. Punto.

Non è una questione di tecnicismi. È una questione di sequenza: se muovete il patrimonio prima che la riscossione sia avviata, pensando di stare al sicuro, vi sbagliate. Profondamente.

Se state attraversando una situazione fiscale complessa, il momento per agire in trasparenza è adesso.



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Se siete proprietari di un'azienda, di un immobile, o semplicemente un professionista, probabilmente avete debiti con il...
12/09/2026

Se siete proprietari di un'azienda, di un immobile, o semplicemente un professionista, probabilmente avete debiti con il vostro comune rimasti in sospeso per anni. Imposte locali, tributi rimasti indietro — il genere di cose che preferireste dimenticare.

Ecco una notizia che potrebbe cambiarvi la prospettiva: fino al 15 dicembre 2026, avete ancora tempo per mettere ordine. La Rottamazione-quinquies si è estesa anche alle entrate locali, e questo significa che potete presentare richiesta di definizione agevolata per tutti i debiti affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, indipendentemente da quando siano stati generati (dal 2000 al 2023). Il bello? Scompaiono le sanzioni, scompaiono gli interessi.

La finestra operativa apre il 16 ottobre. Ma qui c'è un dettaglio importante: il vostro comune deve aver deliberato l'adesione entro il 31 luglio. Circa 500 comuni hanno già fatto il passo; molti altri no. Quindi il primo gesto che dovete fare è verificare sul sito istituzionale del vostro ente se ha approvato questa misura. Se la risposta è sì, possiamo iniziare a preparare tutto in tempo per la presentazione telematica.

Non è complicato, ma richiede una pianificazione. Se volete capire se e come conviene nel vostro caso specifico, scriveteci. È esattamente quello che facciamo.

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Tra luglio e agosto 2026 sono stati pubblicati gli ultimi tre decreti legislativi che completano la delega fiscale della...
08/09/2026

Tra luglio e agosto 2026 sono stati pubblicati gli ultimi tre decreti legislativi che completano la delega fiscale della Legge 111/2023.

Tradotto dal tecnico: la trasformazione del sistema tributario è (quasi) conclusa. Ora arriva la fase di applicazione.

I numeri: in tre anni, 21 decreti attuativi + 8 Testi unici tributari nuovi. È la riforma fiscale più complessiva che l’Italia abbia visto da anni.

E qui scatta la domanda: cosa significa per gli imprenditori e i commercialisti?

Tre cose cambiano radicalmente:

🔴 Dal 1° gennaio 2027
Entrano in vigore i nuovi Testi unici tributari (adempimenti, imposte sui redditi, IVA, indiretti, riscossione, giustizia tributaria, sanzioni). Non è una piccola aggiustamento, è una ricodificazione. Se il tuo commercialista non ha ancora aggiornato i sistemi, adesso è il momento.

🟡 Fino al 29 agosto 2028
Il governo può ancora emanare disposizioni integrative e correttive. Significa: alcune cose cambieranno ancora, anche se minore, anche se specifiche. Non è una riforma “chiusa”, è una riforma in evoluzione.

🟢 Cosa è appena cambiato:

• Federalismo fiscale e tributi regionali/locali (D.Lgs. 147/2026)
• Disposizioni correttive su IVA, successioni, accise, controlli (D.Lgs. 148/2026 – il “Decreto Omnibus”)
• Nuovo sistema di giustizia tributaria (D.Lgs. 149/2026)

La conseguenza pratica? Se sei imprenditore, il primo grosso stress-test arriverà il 1° gennaio 2027. I tuoi adempimenti cambieranno. Le aliquote IVA avranno nuove logiche. La comunicazione con il fisco passa per nuovi canali.

il fatto che fino al 2028 resterà aperta la possibilità di interventi correttivi significa una cosa sola: aspettatevi ancora sorprese.

👉 Se non hai ancora aggiornato i sistemi o non hai una strategia di transizione, conviene farsi un piano. Scrivimi se serve chiarire come impatterà sulla tua situazione specifica.

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il 30 settembre 2027 è il termine massimo per completare le gare sulle concessioni balneari. Non è una proroga, è una sc...
05/09/2026

il 30 settembre 2027 è il termine massimo per completare le gare sulle concessioni balneari. Non è una proroga, è una scadenza.

E qui scattano tre cose che cambiano tutto:

1️⃣ Le amministrazioni devono avviare le procedure entro il 30 giugno 2027 (almeno 6 mesi prima della fine)

2️⃣ Se la gara finisce prima, il nuovo concessionario entra subito, non aspetti fino a settembre

3️⃣ Se l’ente locale non si muove, interviene il commissario prefettizio, lo stato bypassa il comune e accelera tutto

👉 le opere non amovibili passano al demanio senza indennizzo alla scadenza. Gli investimenti non ammortizzati rimangono responsabilità tua.

Tradotto? Se gestisci uno stabilimento, il momento di capire la tua posizione è adesso, non a marzo 2027.

Conosci lo stato delle procedure nel tuo comune? Sai quali rischi corri? Se non sei sicuro, scrivimi. Analizziamo la situazione insieme.

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Il 12 agosto è entrato in vigore un nuovo decreto che modifica i meccanismi di accertamento tributario. Non è una piccol...
03/09/2026

Il 12 agosto è entrato in vigore un nuovo decreto che modifica i meccanismi di accertamento tributario. Non è una piccola cosa. È un cambio di equilibrio tra Amministrazione finanziaria e contribuente. E potrebbe lavorare a vostro favore, se sapete come.

Tre novità che non potete ignorare:

Primo: componenti pluriennali. Se avete spese o ammortamenti che si distribuiscono su più anni, il termine entro cui il fisco può controllare ora decorre dal primo anno in cui avete dedotto una quota. Non cambiano le regole, ma cambia il timing. Attenzione però: questa protezione vale solo per certi tipi di costi, non per operazioni inesistenti.

Secondo: utili occulti. Finora il fisco, se trovava redditi extra in azienda, li attribuiva automaticamente ai soci come distribuzione. Adesso no. Adesso il fisco deve provare che quegli utili nascosti siano stati effettivamente distribuiti e non rimasti in azienda. E potete controbattere con documenti. È un cambio di carico della prova che vi tutela—se sapete documentare.

Terzo: antieconomicità. Se il vostro prezzo è diverso dal valore di mercato, il fisco non può accusarvi di irregolarità solo per quello. Deve trovare altri elementi, gravi e concordanti. Devono incrociarsi i dati, non basta una singola difformità. Significa che se il vostro prezzo ha una ragione—zona particolare, condizioni speciali, caratteristiche del prodotto—e la documentate, siete tutelati.

Ma c’è un cavallo di T***a in tutto questo.

Tutte queste protezioni nuove girano attorno a un concetto preciso: la documentazione. Il decreto non indebolisce il fisco. Indebolisce il fisco che accerta male, che presume senza provare, che non motiva le decisioni. Se voi avete i documenti, se ogni operazione è spiegata, se i prezzi sono ragionevoli e documentati—allora le nuove regole vi proteggono.

Avete dubbi su come questo vi riguarda? Scrivetemi in DM—analizziamo il vostro caso insieme.

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Se gestite un negozio di abbigliamento, leggete questo: L’Agenzia delle Entrate sta già effettuando dei controlli fiscal...
30/08/2026

Se gestite un negozio di abbigliamento, leggete questo: L’Agenzia delle Entrate sta già effettuando dei controlli fiscali sull’anno di imposta quando 2023, e ha un metodo. Non è casuale, non è “tanto per vedere”. È preciso e basato su dati che potete prevedere.

Vi spiego con un caso reale: un negoziante di abbigliamento dichiara 403.000 euro di ricavi, con un ricarico del 33%. Sembra ragionevole, no? L’Agenzia la pensa diversamente. Confronta il ricarico con la media nazionale del settore (67%) e dice: “Qui qualcosa non quadra”. La conseguenza? Una ricostruzione d’ufficio di 506.000 euro di ricavi, una differenza di 103.000 euro, e di conseguenza maggiori tasse, interessi e sanzioni.

Il punto però non è il ricarico da solo.
L’Ufficio incrocia più dati contemporaneamente: l’ISA, gli indicatori per addetto, la redditività pluriennale, il reddito dei soci, il rapporto con le retribuzioni del personale.

Cosa dovete fare oggi, non domani:
👉 Verificate il vostro costo del venduto (acquisti, rimanenze, tutto).
👉 Calcolate il ricarico reale—distinguendo per categorie, perché abbigliamento donna non è uguale a moda bimbi.
👉Documentate tutto quello che giustifica risultati diversi dalla media: i saldi, le promozioni, l’outlet, il magazzino particolare, la clientela, la zona. Non importa se i vostri numeri sono sotto la media—importa se li potete spiegare con documenti veri.

Perché la regola è semplice: la media statistica non descrive il vostro negozio. Ma se siete fuori dalla media, le prove devono stare nelle vostre carte, non nella vostra memoria.

Vi servono chiarimenti o volete fare il punto sui vostri dati? Scrivetemi in DM—affrontiamo il tema insieme.
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Se sei iscritto alla Gestione separata INPS come lavoratore sportivo dilettante, la base imponibile per il calcolo dei c...
22/08/2026

Se sei iscritto alla Gestione separata INPS come lavoratore sportivo dilettante, la base imponibile per il calcolo dei contributi previdenziali non sono i tuoi compensi lordi, ma quelli eccedenti 5.000 euro.

Esempio pratico:
→ Compensi 2025: 55.000 euro
→ Franchigia (primo €5.000): 0 contributo
→ Base imponibile: 50.000 euro
→ Contribuzione ridotta al 50%: 25.000 euro (fino al 31.12.2027)
→ Contributo totale dovuto: circa 6.785 euro (da versare con modello F24, codice tributo PXX)

Ma Attenzione: Se hai già usufruito della franchigia di 5.000 euro in altre attività autonome (co.co.co non sportivo, autonomo occasionale), non puoi portarla in detrazione di nuovo. Vale una sola volta.

Se svolgi più attività (sportivo + altro autonomo), devi compilare:
→ Sezione II del quadro RR (attività diverse)
→ Sezione III del quadro RR (compensi sportivi)
Non è complicato, ma i dettagli contano. Fatevi compilare bene il quadro RR, altrimenti l’INPS contesta.

Se avete dubbi, contattatemi. Ve lo faccio giusto. 📋
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