05/10/2024
Controlli e ribasso sanzioni accessorie per chi non aderisce al concordato preventivo biennale
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Le novità previste dagli emendamenti presentati e approvati in fase di conversione in legge del decreto Omnibus sono l’ultima mossa del Governo per incentivare il concordato preventivo biennale la cui adesione scadrà, salvo proroghe, il 31 ottobre prossimo termine anche per presentare la dichiarazione dei redditi 2024.
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Nel testo della legge di conversione approvato in via definitiva il 3 ottobre c’è un nuovo meccanismo sanzionatorio per chi non vi aderirà.
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In particolare, l’articolo 2-ter della legge di conversione del DL Omnibus riduce della metà le soglie per l’applicazione delle sanzioni accessorie quando è irrogata una sanzione amministrativa per violazioni riferibili ai periodi d’imposta e ai tributi oggetto della proposta di concordato preventivo biennale non accolta dal contribuente ovvero, in relazione a violazioni riferibili ai periodi d’imposta e ai tributi oggetto della proposta, nei confronti di un contribuente decaduto dall’accordo di concordato preventivo biennale per inosservanza degli obblighi previsti dalle norme che lo disciplinano (comma 1).
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Tali disposizioni si applicano anche nei confronti dei contribuenti che, per i periodi d’imposta dal 2018 al 2022, non si sono avvalsi del regime di ravvedimento di cui all’articolo 2-quater ovvero che ne decadono (comma 2).
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Quindi per i contribuenti che non accetteranno la proposta di concordato preventivo biennale, la soglia passa a 25.000 euro e 50.000 euro.
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Oltre a questo occorre ricordare che l’agenzia ha già inviato nel cassetto fiscale di molte PIVA il prospetto con costi e benefici della adesione al CPB, noto come Tachimentro, con la chiara evidenza del fatto che chi non aderirà sarà inserito in liste selettive.