07/10/2026
Una buona notizia per chi ha scelto il concordato con il Fisco e vuole continuare: passando dal biennio 2024-2025 al biennio 2026-2027, senza interruzioni, non si deve pagare di nuovo la maggiorazione dell’acconto prevista per il primo anno di adesione. In parole semplici, chi rinnova subito non deve versare quell’importo aggiuntivo. Vediamo che cosa significa e, soprattutto, che cosa cambia nei pagamenti. Che cos’è il concordato? Il concordato preventivo biennale è un accordo con il Fisco che dura due anni. Per chi può aderire, permette di stabilire in anticipo il reddito sul quale saranno calcolate le tasse per quel periodo. Alla fine dei due anni si può scegliere di accettare una nuova proposta e proseguire per altri due anni. Il chiarimento riguarda proprio questo passaggio: la fine del primo accordo e l’inizio di quello successivo. Che cosa non si paga? Per capire la novità, bisogna distinguere l’acconto dalla sua maggiorazione. L’acconto è un anticipo sulle tasse da pagare. La maggiorazione è invece una somma aggiuntiva prevista, in determinate condizioni, per il primo anno di ingresso nel concordato. Chi rinnova senza interruzioni non deve versare nuovamente questa somma aggiuntiva. Attenzione: questo non significa che non si paghino più gli acconti. Gli anticipi sulle tasse restano dovuti e devono essere calcolati secondo le regole del concordato. La novità riguarda soltanto l’importo extra previsto all’ingresso. Un esempio concreto Immaginiamo un professionista o un’impresa che abbia aderito al concordato per il 2024 e il 2025. Alla fine di questo periodo, accetta una nuova proposta per il 2026 e il 2027. Non ci sono anni di pausa: il nuovo accordo comincia subito dopo quello precedente. In questa situazione non deve pagare la maggiorazione dell’acconto prevista per il primo anno di adesione. Deve però continuare a versare gli acconti normalmente dovuti. La situazione cambia se il contribuente interrompe il percorso. Per esempio, aderisce per il 2024-2025, resta fuori nel 2026 e torna al concordato per il 2027-2028. In questo caso non si tratta di un rinnovo senza interruzioni e non vale l’esclusione dalla maggiorazione prevista per chi prosegue subito. Che cosa controllare prima di rinnovare Per capire se questa regola si applica al proprio caso, il punto da verificare è semplice: il nuovo concordato deve iniziare subito dopo la fine di quello precedente. Non basta avere già aderito in passato. Va inoltre tenuto separato il rinnovo dal calcolo dei pagamenti. Non dover versare la maggiorazione non significa che le tasse saranno necessariamente più basse: gli importi da pagare dipendono dalla nuova proposta e dalle regole di calcolo del concordato. Il messaggio per i contribuenti è quindi chiaro: chi continua senza pause non paga di nuovo l’acconto extra previsto all’ingresso, ma deve comunque rispettare i normali obblighi di pagamento.