01/05/2024
La GRAZIA di avere un lavoro: una FESTA.
43° anno di lavoro per me questo 2024 un percorso lungo e ricchissimo di esperienze dai tantissimi volti Umani. Una via piena di errori la mia, data dai limiti e dalla difficoltà nell’interpretare ciò che avveniva in quel momento e come cercare di guardare oltre per uscire da situazioni di difficoltà o sofferenza che non mi consentivano di esprimere ciò che sentivo di poter fare. I miei errori più grossolani sono stati proprio dettati dal tentativo di leggere il futuro dentro l’illusione di poter cambiare la realtà delle cose. Ho imparato un po', ma non abbastanza, a cercare di concentrarmi sul momento contingente, dall’ispirazione che il contesto suggeriva, lasciandomi accarezzare dalle idee di prospettiva ma senza puntare tutto sulla capacità di indovinare effetti e scenari futuri. Mi sono accorto nel tempo che questo approccio mi consente, quando riesco ad applicarlo, di vivere senza essere ammorbato da quella pressione ansiogena che ti blocca il centro dello stomaco. Memore del tempo speso a guardare alla mia deludente statistica delle capacità di interpretare il futuro, sto cercando di concentrarmi fortemente sul presente che già di per se è ricchissimo di quella concretezza di futuro oggi è molto più di un alone.
Penso in questo giorno a quanto lavoro in meno avrei dovuto accettare di fare se avessi avuto una malattia, una limitazione fisica, un trauma affettivo, quindi tutta grazia il fatto di aver potuto fare tanti anni di lavoro.
La crescita e il risultato personale intesi come un obiettivo ideale sfumano sempre di più davanti al fatto di poter continuare a lavorare e poter continuare a esprimere attraverso il lavoro il mio modo di essere di stare dentro gli aspetti umani che più mi appagano. Ho tanta voglia di imparare a diventare utile per sorprendermi dinanzi ad un futuro sempre più prepotente nelle sue novità e innovazioni. Guardo a oggi riflettendo sul lavoro e sul fatto che ho potuto svolgere quasi tutta la mia esistenza senza essere disoccupato, senza dover gestire l’ansia del sentirmi inutile e questo è per me un grande risultato.
Guardo al futuro della professione della consulenza aziendale che ho interpretato a mio modo e a tratti ho trascurato rispetto al solco tradizionale, con la convinzione che si deve alzare l’attenzione a ciò che il presente dell’innovazione già è in grado di dare, per poter lavorare con questi nuovi strumenti a un cambiamento che ritengo molto radicale. Partire dal reale: un’interessante iniziativa sta partendo a questo proposito grazie a e https://ntplusfisco.ilsole24ore.com/art/studi-commercialisti-investimenti-minimo-digitalizzazione-AFV0wshD. La grazia è infine essere capitato in un angolo di mondo e in un contesto lavorativo come pochi al mondo e questo non l’ho sudato io ma i miei genitori. GRAZIE