19/09/2026
Vittoria pesantissima in Cassazione (Sentenza n. 25377/2026) per i soci lavoratori di S.r.l.! 🛑📉
Fino a ieri, l’INPS aveva il “vizietto” di chiedere i contributi della Gestione Commercianti anche sugli utili della società accantonati a riserva, cioè soldi che di fatto non vi siete mai messi in tasca. Ora la Suprema Corte ha detto basta: se l’utile non lo incassi, non ci paghi i contributi. L’automatismo che voleva l’INPS è illegittimo.
Facciamo un rapido confronto numerico per capire l’impatto reale:
Immaginiamo una S.r.l. con 100.000€ di utile a fine anno, interamente accantonato a riserva, e un socio lavoratore al 50%.
❌ Prima (Pretesa INPS): Ti venivano imputati 50.000€ di reddito figurativo. Oltre al minimale, ti toccava versare circa 12.000€ di contributi variabili.
✅ Oggi (Con la Cassazione): Il reddito non distribuito non fa più base imponibile. Contributi variabili extra da versare: 0€. Il risparmio netto di liquidità è totale.
⚠️ Attenzione però alla discrepanza sui costi fissi:
Questa sentenza è un’ottima notizia perché azzera i costi variabili, ma non tocca la base fissa. Ricordatevi che il minimale INPS (che si aggira sui 4.500€ annui) rappresenta una spesa fissa insopprimibile. Quello dovete continuare a versarlo in ogni caso, indipendentemente dal fatto che la vostra S.r.l. produca utili, sia in perdita o decida di accantonare tutto a riserva.
Hai già ricevuto accertamenti o avvisi bonari su utili non distribuiti? Non ignorarli e non pagare a occhi chiusi.
Scrivici in DM o contatta lo studio: valutiamo insieme le carte per capire se ci sono gli estremi per un ricorso o per un’istanza di rimborso. 📩👇
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