31/08/2026
🏦 Il Risiko bancario italiano è entrato in una fase nuova. E questa volta la partita non riguarda soltanto le dimensioni delle banche, ma il futuro assetto del sistema finanziario italiano.
A giugno Intesa Sanpaolo, guidata da Carlo Messina, ha aperto il confronto con un’OPAS sulla totalità di Monte dei Paschi di Siena, per un controvalore iniziale di circa 30,6 miliardi di euro.
L’offerta prevede 1,6 azioni Intesa di nuova emissione più 1 euro in contanti per ogni azione MPS, con un valore implicito iniziale di circa 10,09 euro per azione e un premio del 12,5%. L’efficacia è subordinata, salvo rinuncia, al raggiungimento di almeno il 66,67% del capitale MPS.
La risposta del Monte, guidato da Luigi Lovaglio, ha però trasformato quella che sembrava un’operazione di consolidamento in una partita molto più complessa.
MPS ha infatti annunciato due OPS, contestuali ma autonome, su Banco BPM e Banca Generali, interamente in azioni, per un controvalore complessivo di circa 34 miliardi di euro.
Su Banco BPM, MPS offre 1,567 proprie azioni per ogni azione BPM, valorizzando l’istituto circa 25,3 miliardi, sostanzialmente senza premio.
Su Banca Generali, il concambio è invece di 6,958 azioni MPS per ogni azione, per una valorizzazione di circa 8,7 miliardi e un premio iniziale nell’ordine del 10%.
A completare il progetto c’è una distribuzione straordinaria di circa 4 miliardi agli azionisti MPS, tra azioni Generali e liquidità: un elemento importante nel confronto con l’offerta di Intesa.
Ma il punto più interessante è quello industriale.
L’integrazione con Banco BPM aumenterebbe significativamente scala, impieghi, raccolta e presenza territoriale, soprattutto nel Nord Italia.
Banca Generali porterebbe invece un elemento strategico diverso: wealth management, private banking e consulenza finanziaria, con elevati livelli di masse amministrate, ricavi commissionali ricorrenti e un minore assorbimento di capitale rispetto al banking tradizionale.
Considerando anche l’integrazione già avviata di Mediobanca, Lovaglio punta quindi a costruire un gruppo diversificato, capace di combinare commercial banking, corporate e investment banking, asset management e wealth management. Secondo MPS, il nuovo perimetro arriverebbe a una capitalizzazione pro-forma nell’ordine degli 80 miliardi di euro.
Ma tra annunciare un’operazione e realizzarla c’è una distanza considerevole.
La partita si gioca anche nell’azionariato: Delfin e Caltagirone sono tra i principali soci di MPS, mentre il MEF mantiene circa il 4,9%. Su Banco BPM pesa invece il ruolo di Crédit Agricole, vicino al 30%, mentre su Banca Generali la posizione decisiva è quella di Assicurazioni Generali, che controlla il 50,1% della società e ha comunicato di voler valutare l’offerta.
E poi c’è il livello regolamentare.
Intesa ha presentato alla Consob osservazioni sulle operazioni MPS, sollevando anche il tema della passivity rule, che limita le iniziative della società target durante un’offerta pubblica.
Gli azionisti MPS saranno quindi chiamati a confrontarsi non soltanto con una proposta finanziaria, ma con due differenti visioni industriali.
Da una parte, la costruzione di un grande gruppo europeo attraverso Intesa Sanpaolo.
Dall’altra, il progetto MPS di un polo integrato che unisca banca commerciale, investment banking e wealth management.
Sul fondo restano gli altri grandi protagonisti del consolidamento europeo, a partire da UniCredit, e il ruolo del Governo, interessato alla nascita di un forte polo bancario italiano ma formalmente fuori dalle decisioni industriali degli operatori.
Per gli investitori, quindi, la domanda non è semplicemente chi vincerà il Risiko bancario italiano.
La questione decisiva sarà capire quale configurazione riuscirà realmente a produrre sinergie sostenibili, crescita degli utili, maggiore redditività del capitale e creazione di valore nel lungo periodo.
Perché nelle operazioni bancarie le dimensioni contano.
Ma contano ancora di più il prezzo pagato, la qualità degli asset acquisiti, le sinergie realizzabili e la sostenibilità del modello industriale.